martedì 17 maggio 2011

Furto d' "Immagine"


Il Capo I del Titolo XIII di cui al Libro secondo del codice penale è dedicato ai "delitti contro il patrimonio mediante violenza alle cose o alle persone", ed in particolare, l'ART. 624 comma 1 così recita:

Chiunque s'impossessa della cosa mobile altrui, sottraendola a chi la detiene, al fine di trarne profitto per sè o per altri, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 154 a euro 516.

Il comma 3 dello stesso articolo aggiunge che il delitto è procedibile d'Ufficio se ricorrono una o più delle circostanze di cui agli artt. 61 numero 7) e 625


Date le circostanze e le modalità con cui, a detta dell'amico Roberto Pancanti, si è verificato il furto della sua costosissima attrezzatura fotografica, si applicano sia l'aggravante di cui all'art. 61 n. 7), ovvero l'avere cagionato alla persona offesa dal reato un danno patrimoniale di rilevante gravità, sia le aggravanti previste dai numeri 2) e 7) dell'art. 625, ovvero rispettivamente l'aver usato violenza sulle cose e l'aver commesso il fatto su cose esposte per necessità o consuetudine alla pubblica fede, comportando, tra l'altro, un'innalzamento della pena (reclusione da uno a sei anni e multa da euro 103 a euro 1.032)

Date queste premesse, sarebbe opportuno per il ladro (e gli eventuali complici) restituire quanto prima il maltolto e sperare nella clemenza del Sig. Pancanti (che renderebbe applicabile l'ipotesi dell'art. 626 c.p.).


E a parte le considerazioni squisitamente giuridiche della questione, che comunque già sole permeano il fatto di un'estrema riprovevolezza, non posso, in quanto amante della fotografia e assiduo praticante, non accentuarla ulteriormente, sottolineando come il privare un fotografo della sua attrezzatura equivale a privare uno scrittore della penna, un cantante della voce, un pittore del suo pennello... Equivale a "tappargli la bocca", impedirgli di esprimersi nel linguaggio a lui più congeniale.
Non posso dunque che esprimere la mia solidarietà all'amico Roberto, sperando questo post possa essere di qualche minimo aiuto, anche solo morale, per superare questo brutto momento. Anche perchè tra il fotografo e la sua attrezzatura - sul cui valore economico sorvolo, bastando richiamare l'attenzione sul fatto che un onesto lavoratore con retribuzione nella media deve risparmiare qualche anno per poterne acquistare una del genere - si intreccia un legame particolare, di tipo affettivo, per cui non si tratta solo di un danno patrimoniale ma anche morale, che in questo caso non avrebbe giuridica rilevanza, ma è senz'altro un motivo in più per mettersi una mano sulla coscienza.


Per fortuna la cosa più importante per un fotografo non può essere sottratta: la sua capacità di osservare e mostrare il mondo. Coraggio Roberto!

2 commenti:

neocle ha detto...

Sei sempre tra i migliori!
neocle

pancanti ha detto...

grazie per il bellissimo commento,
mi sento propio come l'hai descritto, era impensabile separarmi dalla mia attrezzatura,
mi hanno ferito al cuore e nell'anima,ma nessuno potra' fermare la mia passione per la fotografia. con l'occasione comunico i numeri di matricola perche da me dati errati(la Canon mi ha comunicato quelli giusti)
Canon eos 5D Mark II n.0820604006
Canon eos 1D mark II n.219435
Canon 24-105L is f4 n.00685421
Canon 24-70L f2.8L n.01229457
Canon 17-40L f4L usm n.00301503
Canon 100 macro usm n.81000706
Canon ef70-200L f2.8Lis usm n.00552647
Canon flash 430EX n.355528

Pancanti Roberto
cell. 380-7043104
e-mail: pancanti@alice.it

grazie e buone foto a tutti. Roberto